Fotografia ed arte contemporanea

2026, mixed media, stampa su plexiglass 10×15 cm.

Il progetto nasce da un’immagine apparentemente oggettiva: il fiore, acquisito tramite scanner, viene restituito con una precisione quasi scientifica, fedele alla sua presenza reale. Ma questa fedeltà è solo un punto di partenza.

Nel momento in cui il soggetto viene mosso durante la scansione, l’immagine perde stabilità. I petali si deformano, si sdoppiano, si trasformano in tracce e pattern che non appartengono più al fiore originario. Il dispositivo, che dovrebbe registrare, diventa invece strumento di alterazione.

Si costruisce così una nuova idea di soggetto: da presenza reale e riconoscibile, a immagine autonoma, generata dall’interazione tra gesto e tecnologia. Il fiore non viene rappresentato, ma trasformato.

La stampa su plexiglas 3D accentua questa ambiguità, restituendo una profondità che non ricostruisce l’origine, ma ne amplifica la distanza. Ciò che rimane è una forma sospesa tra realtà e astrazione, in cui l’immagine non coincide più con ciò che era, ma con ciò che è diventata.

L’opera mette in crisi l’idea stessa di fedeltà visiva: ciò che appare come reale è già, in partenza, un inganno.

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