MAGAZZINI DI MEMORIA, 2014

Istallazione –
terriccio, audio

Un percorso che si muove all’interno del tempo, “perché noi siamo ciò siamo stati” ed è solo nel nostro passato che possiamo ritrovare noi stessi.
Magazzini di memoria, nasce dal concetto di “associazioni libere” usato da Freud nella psicanalisi per rievocare emozioni e sensazioni rimosse che risiedono nell’inconscio.

Ho riadattato questo meccanismo partendo dal concetto di Memoria/passato, collegandovi senza pensare tutto quello che mi veniva in mente in modo da non agire consciamente e infierire sul risultato.

Così scavando nel mio passato, quello che resta sono suoni, rumori, sensazioni, voci, frasi e brevi scene di vita quotidiana che ho cercato di riprodurre più fedelmente possibile alle originali riportando in vita quegli stessi momenti con l’uso di un registratore, e quando possibile con le voci e le frasi delle persone della mia memoria.

Il risultato è un magazzino di immagini che si formano da queste conversazioni labili che poco a poco si perdono facendo posto ad altre in quel caos organizzato che chiamiamo memoria.

Così, il terreno che calpestiamo da millenni dove è racchiuso il passato presente e futuro di ogni esistenza, resta e ritorna il luogo della memoria, dove passo dopo passo prende vita un altro istante e dove i ricordi si affievoliscono ma ritornano come una nenia.

– Il progetto prevede di riempire un intera stanza di terriccio, posizionando l’audio all interno  diventando lei stessa il luogo della memoria.

muoversi all’interno delle stanze totalmente al buio (solo alcuni labili punti luce) attraversando i luoghi di memoria. L’assenza di luce e il contatto diretto con il terriccio permetterà ad ognuno di creare delle proprie immagini legate ai collegamenti e sensazioni date dall’audio.

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 Nell’ immagine l’istallazione in piccole dimensioni, ad ART VERONA 2014

a cura di stArtproject – Il borsino dell’arte